Dormio, arriva dall’America il guanto hi-tech che controlla i sogni delle persone

Da pochi anni a questa parte pare sia stato ideato un dispositivo capace di programmare e dirigere i sogni.

Pura realtà o semplice fantasia?

Ancora non è possibile fornire una risposta certa a tale riguardo, anche se c’è da dire che, diversi studi ne confermano l’efficacia.

Questo dispositivo si chiama “Dormio” e si tratta di un guanto hi-tech che occorre indossare durante la notte al fine di modellare il subconscio, ovvero quella particolare fase di coscienza che non può essere controllata.

Secondo alcuni studi condotti dall’ideatore di questo dispositivo e dal suo team, pare che Dormio sia in grado di registrare in tempo reale il grado di coscienza dell’utente prima che precipiti nel sonno più profondo.

Qual è lo scopo di Dormio

Ebbene, la finalità è quella di rivolgere all’utente delle domande durante lo stato ipnagogico e ricevere delle risposte senza però svegliarlo e senza lasciare tracce di memoria.

In aggiunta, è stato comprovato che mettendo in atto tale esperimento, al risveglio le persone hanno una capacità creativa davvero notevole rispetto a coloro che non hanno testato Dormio.

Insomma, si tratta di un risultato davvero importante e che non può passare di certo inosservato.

Tuttavia, per studiare questa fase, gli scienziati del Mit hanno messo in atto una strategia simile a quella di Edison, naturalmente sfruttando la tecnologia del momento.

In pratica, Dormio può essere disponibile in due versioni.

Il primo prototipo consiste nell’indossare un guanto avente un piccolo sensore di pressione che il partecipante prima di andare a dormire deve stringere forte.

Quando i muscoli tendono a rilassarsi e le onde dell’attività cerebrale cominciano a cambiare perché l’utente si sta quasi per addormentare, ecco che si innesca un robot Jido, una frase scelta dai ricercatori per indurre alla persona a sognare proprio tale argomento.

In realtà, questo sistema fu presto accantonato perché risultava troppo costoso e non sempre i dati erano attendibili, ed ecco che l’ideatore di Dormio ha realizzato un’altra versione sostituendo il sensore palmare con sensori di flessione.

Il Dormio 2.0 sfrutta anche molti altri biosegnali che sono più semplici da usare e in aggiunta è stato eliminato il robot Jido sostituendolo con una versione molto più economica per smartphone.

Questa seconda generazione di dispositivo a quanto pare funziona piuttosto bene, ma l’intento è quello di migliorarlo ulteriormente.

Giunge notizia che l’ideatore Adam Haar Horowitz non ha nessuna intenzione di metterlo in vendita per diventare un imprenditore di successo, perché vuole andare ancora oltre, e questa volta lo scopo è quello di monitorare il movimento delle palpebre delle persone dormienti per rendere il dispositivo ancora più performante ma alla portata di tutti e soprattutto rivelarsi il meno invadente possibile.

Così facendo, sarà molto più probabile una sua vendita sul mercato.

Insomma, staremo a vedere cosa accadrà negli anni a seguire!