Bambini e tecnologia: un rapporto proficuo da guidare

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La tecnologia è una parte integrante delle nostre vite, nostre e dei nostri figli. Impossibile e impensabile quindi pretendere che i più piccoli, che ci guardano e ci imitano, ne stiano lontani. Come ben sappiamo, però, mettere in mano uno smartphone a un bambino o piazzarlo davanti alla televisione non è propriamente l’ideale per il loro sviluppo. Ci sono molte altre attività più sane e proficue ma, come abbiamo potuto sperimentare durante il 2020, non sempre sono fattibili o attuabili. Durante lo scorso anno molte famiglie (per non dire pressoché tutte) hanno dovuto fare ricorso alla tecnologia. Chi più, chi meno, tutti i genitori si sono messi a confronto con un mostro innominabile che, a detta di molti, minaccerebbe le fondamenta della crescita. Ma come incide concretamente l’uso della tecnologia nello sviluppo dei bambini e come fare per coniugare bambini e tecnologia senza fare danni, ma, anzi, creando qualcosa di costruttivo?

Bambini e tecnologia: quali sono i possibili danni?

Innanzitutto c’è da fare una piccola riflessione: se è vero che noi millenials siamo praticamente cresciuti di pari passo con la tecnologia, lo stesso non si può dire per i nostri figli. Loro sono i cosiddetti “nativi digitali”, ovvero quelli che sono nati nella tecnologia, non con la tecnologia come noi. Scindere quindi la tecnologia dalla vita dei bambini di oggi è pressoché impossibile. Anche volendoli isolare dal mondo, ci sarà sempre uno schermo ad aspettarli. E quando si confronteranno con quello schermo, come ci arriveranno? Impreparati? Esperti? E come inciderà il loro rapporto con la tecnologia nella loro vita da adulti? Queste sono solo alcune delle domande che ogni genitore dovrebbe porsi quando si confronta col tema tablet, smartphone, internet e così via.

Non sono recenti gli studi che già a suo tempo ci mettevano in guardia sui rischi della tecnologia per i bambini. E non parliamo solo dei danni che può provocare sullo sviluppo cognitivo: deficit dell’attenzione, ore di sonno insufficienti, irritabilità, aggressività, isolamento. C’è tutto un corollario di problematiche legate al rapporto malsano tra tecnologia e bambini che spesso non vengono direttamente collegate alla causa. Qualche esempio? L’eccessiva sedentarietà (innaturale per i bambini!) può portare al sovrappeso (ma anche all’anoressia). Stare troppo tempo davanti a uno schermo può causare danni sia alla vista che all’udito, quando il volume si fa eccessivo. L’irritabilità e il nervosismo causato da situazioni legate spesso al tempo a disposizione per la tecnologia sfociano in aggressività e chiusura. In poche parole: dissociazione dalla realtà e alienazione.

E non stiamo nemmeno toccando il tasto del cyberbullismo, della pedopornografia sul web e di tutto ciò che può comportare lo stare online. Una foto sbagliata alla persona sbagliata, un approccio non guidato dalle migliori intenzioni: sappiamo già come va a finire. Purtroppo.

Come impiegare la tecnologia in modo utile per i bambini?

Come fare, allora, per ricavare qualcosa di buono da questi dispositivi? Smartphone, tablet, computer che sia, qual è il lato positivo della tecnologia in mano ai più piccoli? Fortunatamente, ci sono dei lati positivi a controbilanciare. Tutto sta nel saper non solo trovare un giusto compromesso, ma anche (e questa è la parte difficile) a educare alla consapevolezza. Bisogna partire dal presupposto, quindi, che ogni interazione con la tecnologia dev’essere ponderata.

I videogiochi moderni impongono velocità di pensiero e di azione. Questo si traduce in problem solving, scaltrezza, velocità di pensiero, capacità di calcolare rischi e benefici in pochi secondi. I videogiochi di gruppo? Il lavoro di squadra, la solidarietà, l’altruismo, lo spirito di fratellanza.

Usare un computer per, ad esempio, fare una ricerca e aprire più finestre, saltando da una all’altra. Questo sviluppa la capacità di cercare le informazioni giuste, assimilarle, elaborarle e creare un pensiero personale e critico su ciò che si è appena letto.

I social network, per quanto apparentemente futili, possono tornare utili. Collegano persone di ogni paese, religione e cultura. Portano i ragazzi a conoscere realtà diverse dalla propria, confrontarsi con chi la pensa diversamente, scoprire altri punti di vista, e in altre lingue.

Questi sono solo esempi di come, se usata in modo consapevole, tecnologia e bambini possono coesistere. E, perché no, tornare utili quando si dovrà cercare un lavoro o studiare.